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COUCHSURFING - Viaggiare solidali

Un modo diverso di conoscere il mondo, non da turisti, ma da viaggiatori

 

Couchsurfing è una rete internazionale non profit che connette i viaggiatori con gli abitanti locali in più di 230 paesi del mondo. L’obiettivo ufficiale della rete è un mondo dove ognuno può esplorare e creare connessioni profonde con le persone e i posti incontrati.

L’idea è nata nel 1999, quando Casey Fenton, l’ideatore del sito, trovò un biglietto low cost da Boston per l’Islanda. Invece di cercare un albergo, egli mandò una mail a 1500 studenti dell’Università di Islanda. Ricevette più di 50 disponibilità di alloggio.

Tornato a Boston, insieme ad altri amici, creò la versione Beta nel 2003 e nel 2004 il sito internet era accessibile a tutti.

Ma come funziona Couchsurfing? Basta andare sul sito www.couchsurfing.org e registrarsi. Si compila il proprio profilo con i dati che uno vuole condividere e il gioco è fatto.

Tutta la procedura è gratuita e l’unico modo per donare dei soldi al progetto, come sostegno, è quello di convalidare il proprio profilo. Questo è un gesto formale e simbolico dato che i profili non convalidati, la stragrande maggioranza, hanno tutte le funzionalità e nessun limite.

Lo staff è formato quasi esclusivamente da volontari, con un piccolo numero di personale a contratto a lungo termine ce si occupa della manutenzione.

La trasparenza è una delle priorità dello staff, infatti, tutti i conti vengono pubblicati e aggiornati costantemente sul sito.

Le persone non sono suddivise in ospiti e ospitanti, ma tutti sono uguali e ognuno fa quello che può. Ci sono molti modi di partecipare, a cominciare da un caffè o da un giro turistico nella propria città, fino ad ospitare una o più persone per una o più notti.

Non per forza gli scambi sono alla pari, anzi, questa è un’evenienza molto rara.

Ci sono persone che non possono viaggiare, per motivi economici o altro, ed incontrare persone di altri paesi, perciò condividere con loro storie, esperienze, informazioni, cultura e tradizioni è, per loro, un modo per sentirsi comunque cittadini del mondo.

Ci sono altri invece che non possono ospitare, perché magari non hanno spazio nella propria casa, perché vivono con i propri genitori o per tantissimi altri svariati motivi. Questo non li esclude assolutamente dal poter chiedere ospitalità od offrire una passeggiata nella propria città.

L’idea del progetto è che durante un incontro o quando si ospita una persona in casa, il guadagno sia bilaterale, non strettamente in senso economico, ma in quello socio-culturale.

Questa rete permette alle persone avventuriere, chi meno e chi più, di visitare nuovi posti, non come il solito turista che cade dalle nuvole, ma con una persona del posto che ti fa vivere veramente la propria città.

Quando si parla di viaggiare, molte persone pensano a Parigi, Londra, Roma… Per carità, città bellissime, e Couchsurfing è un ottimo strumento per cercare di non spendere tanto in alberghi che non aspettano altro che turisti da spennare. Ma quello è soltanto turismo. Viaggiare può essere molto di più. E anche Couchsurfing!

Pensiamo solo a quei paesi lontani, del cosiddetto terzo mondo, dove le informazioni mancano, dove i servizi latitano, dove il cuore della gente e le bellezze della natura sostituiscono strade e musei. Stando con una persona del posto c’è la possibilità di scavalcare le differenze, di immergersi in un mondo nuovo, inaspettato, inesplorato. Ecco, questa secondo me è la vera forza di Couchsurfing.

Non sto a dilungarmi oltre, perché nessuna spiegazione sarà mai sufficiente. Se volete capire, fate come ho fatto io: registratevi, ospitate, viaggiate. E vedrete che è un mondo bellissimo!

 

Valmir Albanese



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