Milly e i quark
Se i media, senza esclusione, hanno sparato in prima pagina qualsiasi notizia che riguardasse anche indirettamente la visita del Santo Padre a La Sapienza, arrivando persino ad intervistare personalità del calibro di Massimo Boldi (il Giornale, 20 Gennaio 2008), con la stessa compattezza hanno ignorato la molto più interessante querelle che ha visto coinvolti l’On. Gabriella Carlucci (FI), al secolo Milly, e il fisico delle particelle prof. Luciano Maiani, uno dei 67 de La Sapienza e ora presidente del CNR.Da quest’anno infatti la presidenza del più importante istituto di ricerca nazionale è determinata secondo un procedimento già diffuso in Europa, che vede prima l’identificazione da parte di un’apposita Commissione (composta di scienziati italiani e non) di una terna di nomi, all’interno della quale il Ministro dell’Università sceglie il presidente del CNR. Questa modalità “doppia” previene la politicizzazione delle nomine grazie alla presenza della commissione internazionale, che si suppone super partes.Mussi ricevette i tre nomi il 14 Dicembre scorso, e il 21 presentò al consiglio dei Ministri la sua scelta, il prof. Maiani appunto: tale decisione poté essere trasmessa alla Camera solo il 14 Gennaio, quattro giorni dopo la pubblicazione su Repubblica della famigerata “lettera dei 67”.Fu allora che iniziò la polemica: il centro-destra contestò aspramente la decisione di Mussi definendo l’opposizione di Maiani alla visita del Papa “incompatibile con un atteggiamento equilibrato e laico” (sen. Asciutti, FI), senza entrare nel merito delle capacità scientifiche e manageriali del fisico.Ora, poiché Maiani è stato nominato presidente del CNR e non di Azione Cattolica, non si vede come i suoi orientamenti ideologici in materia religiosa possano inficiarne le capacità di dirigere un istituto di ricerca, cosa che già fece dal 1993 al 1997 al Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare) e dal 1997 al 2003 al Cern (Consiglio europeo di ricerche nucleari): di questa opinione fu il sen. Amato (FI), appoggiato trasversalmente da un piccolo numero di senatori tra cui Gagliardi (Rif) e Pellegatta (CI).Radicalmente diverse furono le repliche dei senatori della maggioranza moderata, i quali invece che sottolineare le doti scientifiche e manageriali del prof. Maiani hanno preferito difenderlo sostenendo come, in realtà, egli non fosse poi così contrario all’invito del rettore Guarini al Papa.
In questo scenario di polemiche campate in aria e repliche che le inseguono tra le nuvole entra in campo a gamba tesa l’on. Carlucci (FI): prende parola alla Camera asserendo che, sulla base di una ricerca da lei effettuata su scholar.google.it, il prof. Maiani non pubblicava dal 1994.Davvero riprovevole, se fosse vero: peccato che l’onorevole abbia dimenticato di ciccare su “Recent articles”, passaggio fondamentale per visualizzare i lavori degli ultimi anni.Il 1 Febbraio la nomina di Maiani viene ratificata; pochi giorni dopo, il 5 Febbraio, Libero pubblica l’articolo Gaffe sui quark e sul Papa: ecco il nuovo capo del Cnr basato sul sito americano maianierror.awardspace.com attribuito al fisico prof. David Lane in cui si riporta la dichiarazione “solo l’Italia poteva pensare di nominare una simile, pessimo scienziato capo del maggior ente di ricerca nazionale”.Avendo trovato un così autorevole sostenitore, l’on. Carlucci inviò a Puglialive.it un testo in cui sostiene che Maiani non abbia capito un virgolo della teoria da lui sviluppata insieme al premio Nobel Sheldon Lee Glashow e a John Iliopoulus negli anni ’70, e che sia, insomma, un emerito incapace. Continua dicendo che lo stesso Glashow si oppose alla nomina di Maiani a capo del Cern; chiamato in causa direttamente, il premio Nobel il 7 Febbraio invia a Romano Prodi una lettera in cui definisce “calunniose” le affermazioni della deputata, e ribadiva la sua ammirazione per Maiani. Il prof. David Lane, poco dopo, dichiara che il sito è un falso e provvede a farlo oscurare.
Una persona con una normale stima di sé, essendo stata pubblicamente sbugiardata da un premio Nobel, si sarebbe ritirata: non così Milly Carlucci, che, offesa per gli “insulti brutali” ricevuti da Glashow, gli risponde ribadendo la sua posizione e chiedendo provocatoriamente perché Maiani e colleghi non abbiano mai vinto il premio Nobel se sono così validi.Glashow replica “indignato” che la Carlucci ne abbia macchiato la reputazione “con accuse false ed invidiose” ricordando che “ci sono molti più candidati che premi [Nobel]”, e che pertanto il non averlo ricevuto non costituisce una nota di demerito.Non paga che cotante celebrità la degnassero d’attenzione non per le gambe chilometriche, bensì per le baggianate esorbitanti, l’on. Carlucci ha continuato la polemica sul suo blog, che con ogni probabilità mai aveva ricevuto tante visite tutte insieme. Pur non essendo evidente il motivo di tanta acredine, perché la sola ideologia religiosa non giustificherebbe una tale perseveranza (come evidenzia il fatto che nessuno dal Vaticano si sia sognato di protestare per la nomina di Maiani), rimane il fatto che un atteggiamento così poco “politico” non è ammissibile da parte di una parlamentare. La Carlucci scrive, per concludere l’ultimo intervento sul suo blog, che “i nostri soldi della scienza sono pochi, che almeno vengono spesi bene da persone perbene.” (sic!); senza entrare nel merito della correttezza grammaticale della frase, mi domando cosa pensino i cittadini dei nostri “soldi della politica” (neppure pochi): riterranno che il denaro che percepisce mensilmente Milly Carlucci in quanto deputata sia “ben speso”?
Pif